"un’attenzione maggiore all’Asia, dove i cristiani costituiscono tuttora una minoranza esigua ma dinamica". E’ l’auspicio della Nota Cei sui "fidei donum" per il futuro della cooperazione missionaria. "Rispetto all’enciclica di Pio XII, che individuava nell’Africa il continente più bisognoso di attenzione da parte delle antiche Chiese si legge nel testo l’attenzione dei ‘fidei donum’ italiani si è rivolta maggiormente all’America Latina, mentre l’Asia è rimasta quasi esclusa". Per la Cei, il "motivo determinante" di questa scelta è stato probabilmente quello linguistico, "ma forse hanno influito anche altri motivi: il continente latinoamericano appariva più omogeneo dal punto di vista culturale e religioso, benché quello africano sia comunque geograficamente più vicino e oggi sia particolarmente travagliato". "Correlativamente all’assunzione di responsabilità da parte del clero autoctono ella crescita dei laici in America Latina e Africa è la proposta della Chiesa italiana i ‘fidei donum’ potrebbero essere orientati proprio al grande continente dove è sorto il cristianesimo". In Asia, ammettono i vescovi, "vi sono certo ostacoli linguistici e culturali e occorre essere bene attrezzati per un fecondo confronto con le grandi religioni asiatiche", ma tale orizzonte "non può essere trascurato". Anche il contatto con le comunità asiatiche, secondo la Cei, "creerà osmosi preziose".