Pubblichiamo la nota SIR di questa settimana.” “Nasce il Partito Democratico con l’elezione diretta dei suoi vertici nazionale e regionali e di un’assemblea costituente di quasi 2500 membri. Il numero complessivo dei votanti, intorno ai 3,4 milioni, può essere confrontato con quello delle "primarie" che giusto due anni fa, il 16 ottobre 2005, sancirono la scelta di Romano Prodi come candidato alle elezioni politiche del 2006. Votarono allora 4.289.518 cittadini e l’attuale presidente del Consiglio ottenne il 74% dei suffragi, pari a circa 3,2 milioni di un corpo elettorale che tuttavia era individuato con criteri più restrittivi rispetto a quello di domenica 14 ottobre 2007. I risultati dunque dicono che il bacino di mobilitazione e di partecipazione, ovvero di militanza, su cui il nuovo partito può contare resta vivace ed attivo.” “Che farà il nuovo partito e il suo nuovo segretario Walter Veltroni scelto a sua volta da circa il 75% dei partecipanti a questa inedita forma di designazione – nella complessa ed intricata agenda politica di questi mesi? E’ la questione che rimbalza da palazzo Chigi Prodi è il presidente del nuovo partito – e, all’interno della coalizione di governo, dalle forze politiche collocate alla sinistra ed alla destra della nuova formazione. Della complessa identità del nuovo partito infatti, ovviamente in via di articolazione, stante l’incontro tra tradizioni e storie diverse, anche se accomunate ormai da anni da una stretta alleanza politica e dalla gestione del governo e di molte regioni e amministrazioni locali, spicca essenzialmente la sua vocazione "maggioritaria". ” “Cosa questo possa significare nell’infinita transizione italiana è la vera questione strutturale. E’ un tema di grande rilievo, che ovviamente coinvolge pure l’opposizione, che da mesi attende la caduta di un governo che sembra finora farsi sostenere proprio soprattutto dalla sua fragilità.” “Che il sistema politico italiano abbia bisogno di un baricentro, per non vivere di perpetua nevrosi, è evidentissimo. Tanto più che il baricentro essenziale rappresentato dalla Costituzione, come dal riferimento sintetico agli interessi permanenti del sistema-Paese ed alla vita ed alle attese concrete dei cittadini, rischia periodicamente di appannarsi. Su questo tutti dovrebbero investire con convinzione. ” “Ma non basta. Per quanto attiene il sistema dei partiti la rottura dei primi anni novanta ha prodotto una serie di successive "alternanze per disperazione", giunte all’impasse dell’avvio di questa legislatura. La questione è se il baricentro del sistema politico possa essere rappresentato da quello che è stato definito un "bipolarismo mite", cioè la competizione di due coalizioni reciprocamente legittimate, oppure da un processo di centripetazione. E’ evidente che molto dipende dal sistema elettorale: è il vero nodo di breve termine. Tanto più che incombe un referendum, dalla dinamica imprevedibile.” “