Quello di Savino Pezzotta è un tentativo di "rivitalizzare la sfera del civile, che appartiene alla sfera pubblica ma si esprime con modalità che non sono quelle della sfera politica", perché "si esprime con strumenti complementari" ad essa. Lo ha detto Stefano Zamagni, ordinario di Economia politica all’Università di Bologna, rispondendo alle domande dei giornalisti durante la conferenza di presentazione della Settimana sociale (Pistoia-Pisa, 18-21 ottobre). In particolare, Zamagni si è scagliato contro l’"errore teoretico di identificare la sfera pubblica con la sfera politica", tipicamente italiano. "Tutti gli errori ha detto derivano dall’identificazione senza scarto del pubblico e del politico. E’ un falso storico, ma soprattutto teoretico, a meno che non si abbraccino le tesi dello Stato etico di stampo hegeliano, da cui sono derivati tutti i totalitarismo, di destra e di sinistra". Quanto al rapporto tra cattolici e Costituzione, secondo Zamagni "quella attuale è la crisi della democrazia rappresentativa, non di quella deliberativa, come dimostra il successo straordinario delle giurie civiche". Nella nostra Costituzione, tuttavia, fino alla riforma del titolo V, "non c’era la parola sussidiarietà, e non c’è ancora la parola mercato, impresa, globalizzazione: per questo è necessario aggiornarla, altrimenti il rischio è il superamento nei fatti".