Le organizzazioni cristiane di 30 Paesi europei impegnate contro il traffico di esseri umani chiedono "più coerenza" alle politiche dell’Unione europea. Lo fanno alla vigilia della prima Giornata europea contro la tratta che ricorre il 18 ottobre. In una dichiarazione comune sottoscritta insieme ad altre reti che operano in quest’ambito, la Commissione delle Chiese per i migranti in Europa (Ccme) chiede "un approccio basato sui diritti, che includa politiche europee sulla cooperazione allo sviluppo, i diritti umani, la non discriminazione, le migrazioni e il diritto all’asilo". Nella dichiarazione si chiede anche alla Ue di "firmare, ratificare ed implementare la Convenzione del Consiglio d’Europa sull’azione contro il traffico di esseri umani e la Convenzione internazionale delle Nazioni Unite sulla protezione dei diritti dei lavoratori immigrati e delle loro famiglie". "Troppo spesso afferma Torsten Moritz, del Ccme la lotta alla tratta è vista come un settore a sé. Ma mentre perfezioniamo i nostri programmi dobbiamo coordinare gli approcci multi-settoriali, per avere effetti che durino. "L’appello alla coerenza che le organizzazioni cristiane rivolgono all’Ue, deve essere anche un impegno all’interno del nostro lavoro ecclesiale".