"I primi centri precisa il presidente Mpv – erano quelli storici, più efficienti e con maggiore esperienza; i secondi sono molto più numerosi, con esperienza limitata e quindi necessariamente meno efficienti". "Dati così poco omogenei non sono confrontabili", ma rientrano in una "lettura ideologica che si coglie anche nella ripetuta affermazione che sarebbero aumentate le gravidanze plurigemellari". Affermazione che Casini definisce "risibile, visto che contrariamente a quanto avveniva prima della legge, ora il numero massimo (massimo, non obbligatorio) di embrioni trasferibili in utero è di tre. E’ quindi materialmente impossibile che sia aumentato il numero delle gravidanze con più embrioni di quelli trasferibili in utero". "Il ministro tace anche sul principio fondamentale introdotto dalla legge che anche l’embrione è un essere umano e che come tale ha diritto alla vita. Di conseguenza l’interesse degli adulti ad avere un figlio è secondario rispetto al diritto alla vita ed al rispetto del figlio". Tutela del figlio e protezione della salute delle donne: un doppio fondamentale obiettivo "di fronte al quale – conclude Casini – sarebbero giustificate anche delle perdite di efficienza (che pure non si sono registrate)".