La Santa Sede continua ad essere "sconcertata per le sempre più frequenti e flagranti violazioni contro il diritto alla libertà di religione" nella regione dei paesi che aderiscono all’Osce. E’ la forte denuncia lanciata mons. Anthony Frontiero, Officiale del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, intervenendo nei giorni scorsi a Varsavia alla riunione annuale di attuazione degli impegni assunti, nell’ambito dei diritti umani, dai Paesi dell’Osce. Nel suo intervento (pronunciato il 25 settembre scorso ma diffuso dalla sala stampa solo oggi), mons. Frontiero ha detto che "nonostante le decisioni adottate dai Paesi dell’Osce per assicurare e facilitare" la libertà religiosa degli individui, "la realizzazione di questo impegno rimane ancora sulla carta". Il rappresentante vaticano cita a questo punto una serie di gravi violazioni come "la inaccettabile intolleranza dimostrata in un paese Osce dove alcuni mesi fa, tre cristiani sono stati brutalmente uccisi" o come "la condanna, e in molti casi la detenzione e l’arresto di minoranze religiose" semplicemente perché "non autorizzate" a svolgere "attività religiose illegali" che altro non sono che la partecipazione dei fedeli alla preghiera o alla messa.