Si apre questo pomeriggio a Pistoia, per proseguire a Pisa fino a domenica, la 45ª Settimana Sociale sul tema "Il bene comune oggi, un impegno che viene da lontano". Pubblichiamo la prima delle note che ogni giorno apriranno i servizi quotidiani SIR sull’evento.
"Communicatio facit civitatem", il pensiero di san Tommaso certamente si dispiegherà nelle riflessioni sul bene comune che da oggi, prima a Pistoia e poi a Pisa, accompagneranno e stimoleranno la Settimana Sociale che farà memoria anche del suo centenario. La città, luogo del bene comune pensato e realizzato, é soprattutto il frutto di una comunicazione tra volti, di una comunicazione ricca di parole, gesti, ricerche, condivisioni. Potrebbe apparire oggi un’utopia. I meccanismi del denaro, del potere e dell’apparenza hanno messo in crisi la dimensione comunitaria. Eppure, se si legge la vita della gente in profondità, abbandonando frettolose letture, di questa dimensione c’è una grande e niente affatto emotiva nostalgia. Ricostruire un tessuto comunicativo tra le persone, tra i cittadini e le istituzioni, tra la società civile e la comunità ecclesiale, tra antichi e nuovi abitanti di questo Paese, è impegno che precede e sostanzia quello politico. Riproporre in questa impresa il tema dei diritti senza oscurare quello dei doveri, entrambi essenziali per la democrazia e per il bene comune, è una trasversale prova di onestà intellettuale. Nato nel 1995 a Palermo il binomio comunicazione-cultura è venuto e viene in soccorso di questo sforzo traducendosi in un progetto che non é mai stato e non è per l’interesse di una parte ma per il bene del tutto. La Settimana Sociale é chiamata a rileggerlo e a riproporlo nella duplice prospettiva sociale e politica. E nel riprenderlo é sollecitata a guardare, come cento anni addietro, alla realtà di popolo da cui nasce e a cui ritorna quella forma esigente di carità che il Concilio, nella sua attualità, chiama impegno politico e ne affida ai laici la prima responsabilità. La storia delle settimane sociale è fatta di scelte di uomini e donne che seppero dare risposte sociali e politiche alle esigenze del territorio senza mai chiudersi in esso, senza mai perdere la dimensione nazionale e internazionale dei problemi e delle attese. "L’essere cattolico conferma mons. Cataldo Naro ha significato in Italia per un buon numero di fedeli, uno scommettersi sul piano civile, un impegnarsi nella vita politica, un partecipare a qualche organizzazione con finalità sociale o assistenziale o caritativa in nome della fede cristiana. E la partecipazione alla vita politica é stata incoraggiata come esercizio esemplare di vita cristiana". Pagine scritte e pagine da scrivere. Occorre ricucire uno strappo comunicativo e andare oltre la separazione tra una classe politica di professionisti che non comunicano con la loro base e la pura e semplice discussione permanente in cui le mediazioni spariscono e rimane solo il gioco della comunicazione strategica massificante. La Settimana Sociale, proprio perché si confronta con la complessità e lo spaesamento, é chiamata a rilanciare un profilo alto della cultura politica da cui far discendere orientamenti credibili nella ricerca di modelli nuovi per la prassi politica. Dovrà ribadire che non è la politica ad avere bisogno dei cattolici ma i cattolici hanno bisogno della politica per rispondere alla loro vocazione. Per rispondere all’appello evangelico di stare con amore nella città, di costruire la città con le pietre vive della comunicazione.