"Nel diretto impegno politico, i laici sono chiamati a spendersi in prima persona attraverso l’esercizio delle loro competenze e contestualmente in ascolto del Magistero della Chiesa". Mons. Bagnasco ha dedicato la parte finale del suo intervento alla Settimana sociale al rapporto tra cattolici e politica. "Non è questo il tempo di disertare l’impegno, ma semmai di prepararlo e di orientarlo", ha affermato, e subito dopo ha aggiunto: "A tal fine la parola dei Pastori non potrà essere assente. Sarà una parola chiara, ferma e rispettosa, protesa anzitutto a ribadire i principi non negoziabili. Chi sta vicino alla gente al contrario di quanti si muovono da posizioni preconcette percepisce che esiste ed è forte l’attesa di una loro parola, dato che il delicato momento vissuto dal Paese rende ancora più forte l’esigenza di punti di riferimento autorevoli". Il presidente della Cei ha concluso rinnovando il suo appello di un mese fa, aprendo i lavori del Consiglio permanente della Cei: "l’Italia merita un amore più grande! L’incanto della sua natura, la ricchezza della sua storia, la fecondità delle sue radici cristiane, la fioritura delle sue tradizioni, quella diffusa sensibilità che è nell’animo della sua gente insieme ad una intelligenza creativa, meritano un maggior apprezzamento da parte di tutti e un rinnovato senso di appartenenza e di amore al Paese. Meritano una responsabilità più grande!".