SETTIMANA SOCIALE: RICCARDI (STORICO), ESPRIME IL NO A "UNA CHIESA SOLO CULTUALE"

"Le Settimane affermano che la Chiesa ha da dire sul terreno della società, perché è nel sociale. Nell’età liberale, esprimono un rifiuto del posto assegnato dai regimi liberali alla Chiesa, cioè del solo culto": è uno dei passaggi iniziali della relazione di apertura della 45° Settimana Sociale, affidata allo storico Andrea Riccardi sul tema "Cento anni di settimane sociali". Si tratta – nota lo storico – del "secolo della nazione, il primo dello Stato unitario. Fino all’Ottocento, il grande e solo fatto unificante della penisola fu il cattolicesimo", anche se "l’Italia non nasce nel grembo della Chiesa di Roma e progressivamente non le appartiene più unanime". L’epoca liberale costituisce per Riccardi un periodo difficile: "Lo si vede con le leggi ecclesiastiche, – ricorda – che sopprimono monasteri, vita religiosa, opere caritative, tutto lo spessore sociale, lasciando solo le parrocchie e le diocesi, sostenute dallo Stato". Ma le "Settimane" rappresentano una rottura rispetto a questo ruolo, in quanto "esprimono il rifiuto di una Chiesa solo cultuale, come il cappellano della società civile. La Chiesa respinge il posto di servizio civile religioso … rivendica il libero radicamento sociale e non rinuncia allo spessore sociale della sua vita e azione". (segue)