SETTIMANA SOCIALE: SETTIMANALI CATTOLICI, SEGUIRE "L’OTTIMISMO E IL REALISMO DELLA FEDE NATI AL CONVEGNO DI VERONA" (2)

"C’è da allargare anzitutto gli orizzonti" circa il bene comune, prosegue Piancastelli: "Cos’è bene comune per i nostri paesi, per queste nostre Regioni, in un’Italia che crea legami nuovi con l’Europa e gli altri continenti? Come negli anni in cui si scrisse insieme la nostra Costituzione, c’è bisogno di ritrovare ragioni comuni di speranza e di impegno. E c’è ancora da armonizzare e realizzare le grandi parole delle rivoluzioni moderne: il sogno della fraternità e i bisogni di libertà e di uguaglianza. Ma abbiamo sufficienti risorse storiche, umane e culturali per rinnovare la speranza e l’impegno comuni". Per Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), "la Settimana Sociale richiama alla necessità di un progetto condiviso ed efficace, cristianamente ispirato, per il bene della nazione. Come potranno camminare concretamente le importanti idee che vengono elaborate, con quali gambe politiche nell’Italia di oggi?". "Richiamare la stella polare del bene comune – dice Cesare Contarini, direttore di La Difesa del Popolo (Padova) – può aiutare chi governa e chi è governato: ricorda il fine ma anche i limiti della politica e del governo della cosa pubblica; porta a darsi priorità e accettare i tempi necessari, talvolta lunghi; modera qualche egoismo corporativo; apre a situazioni e bisogni trascurati perché di categorie deboli".