“Il concetto di bene comune può essere molto utile per il mondo dello sport oggi, perché lo sport professionistico è stato un po’ come lasciato a sé, quasi non fosse raggiungibile dai valori cristiani”: lo ha detto al SIR il presidente nazionale del Csi (Centro sportivo italiano), Edio Costantini, commentando le relazioni della seconda sessione della Settimana Sociale in corso a Pisa, dedicata al tema dell’economia e del bene comune. “Quando si valuta la realtà dello sport professionistico ha aggiunto non bisogna fermarsi al capitale economico che esso rappresenta, ma considerare anche il capitale sociale coinvolto, in particolare le categorie giovanili”. Per fare questo ha aggiunto “occorre rigenerare il principio di sussidiarietà tra i due mondi: dello sport di base e dello sport professionistico, che hanno bisogno di tornare ad incontrarsi e a reciprocamente coinvolgersi, come è stato diversi decenni fa quando dal mondo cattolico sono nate molte società sportive amatoriali poi divenute professionistiche”.” ” ” “