Sulla emergenza "precarietà", Pezzotta tiene a precisare: "Non va bene l’equivalenza che a volte viene fatta tra precarietà e flessibilità, così come non si può pensare immediatamente alla Legge Biagi come elemento critico nel quadro del lavoro. Piuttosto bisogna comprendere bene come è cambiata oggi, in un contesto di reale globalizzazione, la dimensione del lavoro. E in rapporto a questi cambiamenti individuare le necessarie forme di protezione e di sicurezza per i lavoratori". "Il lavoro flessibile insiste Pezzotta va regolato inserendo tutele precise su previdenza, salario, assistenza. E così offrire una prospettiva che non è precaria. La stessa legge Biagi va completata sul piano dei diritti e delle garanzie e non dimentichiamo che Biagi aveva in mente un quadro complessivo, ben più ampio di quanto confluito nelle norme legislative. Bisognerebbe ricordare il suo libro bianco. Nello stesso tempo bisogna aggredire quell’economia sommersa, grigia e nera, che è vero elemento di precarietà".