La riunione dei capi di Stato e di governo di Lisbona non ha affrontato solo il tema della definizione del futuro Trattato di riforma. Al tavolo del summit s’è discusso anche di globalizzazione economica e dei mezzi che l’Ue deve predisporre per farvi fronte; della instabilità dei mercati finanziari; dei progressi della Strategia di Lisbona, di energia, di regole internazionali del commercio. Ampio spazio hanno ottenuto, sia nella seduta ufficiale che negli incontri bilaterali, la preparazione del prossimo vertice tra Unione europea e Africa, che non si svolgeva da sei anni, i rapporti con la Russia e con la Cina, la richiesta del marchio "made in", secondo la quale tutti i prodotti di largo consumo che entrano in Europa dovrebbero indicare il paese di provenienza, a tutela dei consumatori e delle imprese degli Stati membri. Il premier inglese Brown, al termine dell’incontro, ha spiegato che a dicembre verranno fissate le nuove priorità dell’Ue, fra cui la stessa globalizzazione, mentre di riforme istituzionali "non dovremmo più parlare almeno fino al 2017". Visto poi che il summit ha stabilito che in futuro la ripartizione dei seggi all’Europarlamento verrà fissata in rapporto al numero di cittadini di ciascun paese, Angela Merkel ha osservato, con una battuta: "Ora bisognerà vedere chi farà più figli". ” ” ” “