SETTIMANA SOCIALE: D’AGOSTINO, ABORTO E EUTANASIA TRA GLI ESEMPI DELLA "PERVASIVITÀ DELLA BIOPOLITICA" (2)” “” “

"Tra i massimi problemi della bioetica" c’è poi, per D’Agostino, "quello delle pratiche di procreazione assistita, responsabili della formazione di embrioni soprannumerari congelati, destinati a non essere mai impiantati". Nel Regno Unito, ad esempio, si ordina "la periodica distruzione di questi embrioni, indipendentemente da qualsiasi verifica della loro vitalità e senza che si possa addurre una giustificazione – se non politica – di questa prassi". E ancora: "Le forti tensioni a favore della legalizzazione dell’eutanasia che caratterizzano pressoché tutti i Paesi occidentali". "Come l’aborto si è trasformato, da decisione tragica e personalissima di alcune donne, in una pratica sociale di regolamentazione delle nascite, così l’eutanasia si è trasformata da atto omicida estremo in una pratica di gestione burocratica e biopolitica della fine della vita umana", è la denuncia del relatore, secondo il quale solo "in apparenza" i fautori dell’eutanasia "vogliono semplicemente legalizzare quello che essi chiamano il suicidio assistito". Nei fatti, del resto, "il tema dell’eutanasia come suicidio assistito è ormai obsoleto", ha puntualizzato D’Agostino, visto che "in Olanda il 31% dei pediatri sopprime i neonati malformati, oltre tutto senza acquisire il consenso dei genitori" e in Svizzera "la Corte Suprema ha stabilito che il malato mentale ha un diritto costituzionale ad essere soppresso".