” “La giustizia come "strada per arrivare al bene comune", perché ha una "presa diretta con la società". Lo ha proposto Giuseppe Anzani, magistrato e giornalista, intervenendo questa mattina a Pisa alla 45a Settimana Sociale. Il bene comune, ha osservato, è un concetto che tende all’utopia, dato che "finché lasciamo fuori qualcuno il bene non è comune", mentre la giustizia gli può dare concretezza, poiché "restituisce a ciascuno il suo, nessuno escluso". L’esigenza di fondo, però, è "fare leggi che non siano solo teoremi del giusto, ma siano sapienti, ossia conducano verso un bene comune". Il magistrato ha dunque condannato quei cambi di governo che non manifestano rispetto "nei confronti delle regole e dell’ordinamento giuridico", azzerando quanto deciso dai predecessori. "Perché non si riescono a fare quelle grandi riforme che hanno bisogno di un consenso diffuso?, ha chiesto, osservando che "negli ultimi 15 anni il sistema bipolare ci ha dato qualche stabilità di governo, ma non una stabilità normativa". Anzi, ha ammonito, vi è stato uno "zelo riformatore" che ha portato a "continui strappi" nell’ordinamento, "come fosse una tela di Penelope", e, da ultimo, a una legge elettorale "che non piace a nessuno, e ha portato a gettare il nostro potere decisionale nel salvadanaio delle segreterie dei partiti".” “