"Oggi l’antropologia viene spesso declinata in modo neutro, a prescindere dal valore fondamentale della persona, che è l’identità del genere: quasi che fossimo tutti uguali, con gli stessi interessi". A denunciarlo al SIR è Paola Ricci Sindoni, ordinario di filosofia morale all’Università di Messina, che tracciando un primo bilancio della Settimana Sociale si sofferma su un tema solo apparentemente "sottinteso": quello del contributo delle donne cattoliche alla vita del Paese. "Declinare l’antropologia in modo duale – puntualizza – non è tornare al cliché della rivendicazione, quanto ridare impulso alla questione femminile, che lavora in reciprocità con quella maschile". A quasi 20 anni dalla "Mulieris Dignitatem", per la filosofa "è urgente rimettere al centro l’antropologia duale e la reciprocità. Sono le donne e gli uomini che portano avanti la storia: l’antropologia neutrale fa invece il gioco delle lobby internazionali, che oggi puntano molto sulla scelta soggettiva dell’orientamento sessuale, proprio a partire dalla neutralità del genere”. Quanto all’impegno delle donne in politica, secondo Ricci Sindoni "non devono cadere nella trappola di ricalcare le orme maschili, ma portare nella gestione della cosa pubblica valori tipicamente femminili, come la relazionalità e la capacità di comporre i conflitti".