"Il Parlamento europeo è ora chiamato a una analisi più precisa del Trattato, a vagliare i poteri accresciuti che il testo gli assegna": in effetti l’accordo raggiunto al summit di Lisbona aumenta l’ambito di applicazione del potere di codecisione fra Parlamento e Consiglio. Il liberaldemocratico Andrew Duff, assieme al popolare tedesco Elmar Brok e al socialista francese Enrique Baron Crespo, ha rappresentato l’Assemblea nella Cig: rispetto alle deroghe chieste dalla Gran Bretagna sul Trattato (diritti fondamentali e politica di sicurezza), aveva espresso le sue preoccupazioni per "l’emergere di una Europa self-service". Al Sir spiega: "Dopo la firma del testo, fissata per dicembre, seguirà il periodo per le 27 ratifiche da parte degli Stati membri. Non dovrebbero esserci sorprese in tal senso, perché quasi tutti procederanno per via parlamentare, salvo l’Irlanda, che per ragioni interne è tenuta a convocare il referendum popolare. Dopodiché puntualizza l’Ue avrà il nuovo Trattato, che entrerà in vigore dal primo gennaio 2009". Esiste qualche pericolo su questa strada? "Credo di no", afferma Duff. Poi aggiunge: "Spero".