La scienza non può essere ricondotta ad un pensiero unico". Lo ha detto questo pomeriggio Francesco Paolo Casavola, presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica, intervenuto alla tavola rotonda sul tema "La fede e la scienza: il confronto del nostro tempo", inserita nel programma dell’incontro internazionale per la pace promosso dalla Comunità di Sant’Egidio ed in corso a Napoli fino a domani. "Se si uscisse dai paraocchi delle culture ha aggiunto – si mediterebbe sull’immane progresso di razionalità in questa parte del pianeta promosso da una religione, quella cristiana, che ha combattuto superstizioni, magismo, esoterismo, etc." Secondo Casavola "se i pregiudizi che dipingono il cristianesimo cattolico come oscurantista e nemico della ragione fossero abbandonati si ritroverebbe la causa dell’uomo che ha bisogno della scienza come della fede". "Il confronto tra fede e scienza ha aggiunto il rabbino capo di Roma, Riccardo di Segni non e’una novità dei nostri tempi". Scienza e fede, secondo Di Segni, devono "condividere, per essere vitali, la meraviglia, lo stupore". Per il metropolita ortodosso della Chiesa di Grecia, Athanasios, "storicamente la scienza ha avuto un’influenza sulla fede così come la fede ha posto dei limiti alla tecnologia e alla scienza". Alla tavola rotonda sono intervenuti anche Sayed Mohammed Mousavi Boujnourdi del centro studi islamici in Iran e Emma Fattorini dell’Università La Sapienza di Roma.” ” ” “