La preghiera è "un lavoro del cuore". Così l’ha definita Itzhak Haleva, rabbino capo di Turchia, intervenendo questa mattina a una tavola rotonda su "La preghiera forza del credente", all’interno del meeting religioso della Comunità di Sant’Egidio in corso a Napoli, fino a domani. Il rabbino ha sottolineato che la fede "non è solo un sentimento, ma una realtà, il contatto tra l’uomo e Dio" ed è per questo che "riempie ogni persona di gioia, forza e speranza". Mentre il metropolita ortodosso del Patriarcato di Romania, Serafim, ha evidenziato "la relazione autentica che si stabilisce tra l’uomo e Dio quando si prega", parlando di "un’unità ontologica misteriosa tra uomo e Dio che si può cogliere solo con la fede, a cui dobbiamo avvicinarci, non solo per mezzo della teologia, ma con la vita concreta". "La fede ha aggiunto è sempre legata al cuore e un cuore che non comunica più con Dio s’inaridisce, perde la pace che può ritrovare solo con la preghiera". Il metropolita ha poi sottolineato l’importanza della disciplina nella preghiera, secondo lo stile del monachesimo. "Pregare senza sosta è pregare con il cuore: qui l’uomo ritrova quell’unità ontologica con Dio che genera amore, vera forza del credente, anche se agli occhi di molti può sembrare una debolezza".” ” ” “