Voci dal Medio Oriente – Siria e Libano e dall’India hanno portato il loro contributo alla riflessione sulla "Parola di Dio nella vita dei cristiani", tema di una delle 32 tavole rotonde che tra ieri e oggi si stanno svolgendo a Napoli nell’ambito del meeting interreligioso. "Dalla mia esperienza personale posso dire che il mondo è affamato della Parola di Dio e la Parola ci chiede di amare non solo chi ci ama ma anche i nostri nemici", ha detto il card. Placidus Toppo, arcivescovo di Ranchi (India), che ricordando come in India ci sia la più grande convivenza tra le religioni, ha espresso ammirazione per la cura e l’attenzione dei testi sacri che vengono venerati e recitati a memoria dai sikh e dagli indù. La stessa testimonianza è stata resa da Gregorio III Lahan, patriarca di Antiochia dei greco-malkiti in Siria. "In Medio Oriente ha detto – le immagini date dalla lettura biblica e in particolare le parabole evangeliche sono particolarmente tangibili". "Ci interroga ha proseguito – il mondo islamico dove si impara a memoria la parola per meditarla in ogni momento e in ogni luogo". È intervenuto all’incontro anche padre Enzo Bianchi, priore di Bose, il quale ha sottolineato che "il pericolo del fondamentalismo viene dall’interpretazione letterale del Libro". "E un altro pericolo ha aggiunto – è lo spiritualismo, cioè la tendenza ad interpretare la Bibbia in maniera soggettiva".