Ha fondato in Burundi 4 case di accoglienza dove negli ultimi 14 anni ha ospitato e aiutato a crescere oltre diecimila bambini di diversi gruppi etnici e nazionalità, molti dei quali hanno assistito o sono stati essi stessi vittime di atrocità. E’ Margherite Barankitse che questa mattina a Napoli, nell’ambito della tavola rotonda "La civiltà del convivere" promossa all’interno del meeting internazionale della Comunità di Sant’Egidio, ha dato la sua testimonianza. "Non sono qui ha detto per raccontarvi una storia triste ma per raccontare la meraviglia dell’amore di Dio. Voglio testimoniare con la mia storia che è possibile ricominciare, che nonostante il dolore e la sofferenza subite, non c’è nessuna fatalità nella vita"."In Burundi ho vissuto cose terribili, atroci. Ci siamo massacrati. Abbiamo ricostruito il Paese su un cimitero". Una mattina di 14 anni fa, "ho visto con i miei occhi uccidere davanti a me 72 persone". "Nonostante la morte nel cuore ha detto ho sempre creduto nell’amore di Dio". Ora quell’amore è nel cuore di quei 10 mila bambini – Hutu e Tutsi che ha salvato. "Non voglio raccontarvi una storia triste ma di speranza. Perché quei 10 mila bambini hanno accettato il dolore subito, hanno accettato il lutto, hanno accettato di perdonare gli assassini dei loro genitori ed hanno imparato a vivere gli uni accanto agli altri. Sono quei bambini il futuro che lascia intravedere l’avvento di un mondo migliore".