Come la "guerra dell’acqua di Cochabamba" in Bolivia, che chiede al governo di revocare la legislazione sulla privatizzazione dell’acqua, o come il progetto Tata-Fiat nella regione di Singur, in India, che vuole sottrarre ai contadini terreni molto fertile destinati all’agricoltura. "Siamo di fronte a conflitti non solo ambientali ma politici ha denunciato l’attivista indiana Medha Paktar -. Intere comunità di contadini vengono del loro diritto a sfruttare le risorse naturali, senza consultarli nelle decisioni, come sta avvenendo con il progetto Tata-Fiat". Gli ha fatto eco il premio Nobel per la pace Adolfo Perez Esquivel: "Se si distrugge l’ambiente non è solo colpa delle multinazionali, ma dei governi che lo consentono, lasciando la popolazione nella miseria e nella fame". Esquivel, insieme ad altre personalità tra cui il Dalai Lama, si è fatto promotore anche della proposta di istituire un Tribunale penale internazionale per i problemi ambientali. Il premio Nobel ha inoltre denunciato l’intenzione americana di produrre bio-combustibile tramite il mais: "Muoiono 35.000 bambini al giorno per fame; però i governi, d’accordo con gli Usa, vogliono utilizzare gli alimenti per far funzionare le macchine. Verranno distrutte foreste per piantare mais e soia transgenica". Proteste confermate dai rappresentanti dei movimenti indigeni della Bolivia e della Colombia.