"Di fronte alla notizia di un fatto semplicemente si dice: ci credo o non ci credo". Ma se il fatto è la notizia del Dio fatto uomo "questa parola «credo» acquista una profondità sconvolgente: è una «obbedienza del cuore»", come "il cuore della ragazza che dice sì quando un ragazzo le dice di amarla". "Analogamente, l’uomo dice sì o si rifiuta all’amore di Dio in Cristo". Così l’arcivescovo di Bologna, card. Carlo Caffarra, si è rivolto oggi pomeriggio a quanti operano all’interno del mondo universitario bolognese, celebrando la messa per l’inizio dell’anno accademico. "Conosco le vostre difficoltà ha aggiunto l’arcivescovo parlando ai giovani presenti e so che non raramente guardate al vostro futuro più con paura che con speranza. Carissimi, se prestate l’«obbedienza del cuore» al Vangelo incontrerete Cristo". Il presule ha poi evidenziato come colui "che crede col cuore all’annuncio evangelico diventa libero da schiavo che era", poiché "il cristianesimo è un evento di liberazione". E chi incontra Cristo, ha concluso, "diventa capace di rinnovare il mondo, perché vive nella verità il suo rapporto con gli altri, studia con passione, sa essere vicino con il cuore e con le mani a chi soffre e ha bisogno".