"L’esercizio della libertà religiosa di ogni singolo cittadino e delle Comunità religiose in un quadro legale" appartiene "ai presupposti irrinunciabili dell’odierna cultura occidentale ed è condizione indispensabile per la tutela dei diritti umani in ogni latitudine del pianeta". Lo ha detto questa mattina il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, incontrando dopo l’udienza con Benedetto XVI, il presidente di Bosnia ed Erzegovina, eljko Komić, per lo scambio degli strumenti di ratifica dell’Accordo di Base fra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina, firmato a Sarajevo il 19 aprile 2006 e del relativo Protocollo addizionale, sottoscritto il 29 settembre 2006. "Oggi ha proseguito il segretario di Stato – è un giorno storico nei rapporti tra la Santa Sede e la Bosnia ed Erzegovina", perché con l’atto di ratifica "entrano in vigore le disposizioni pattuite nell’Accordo di base", mediante il quale "sono state definite alcune disposizioni di interesse comune per la vita e l’attività della Comunità Cattolica" in quel Paese.In precedenza il Papa rivolgendosi al presidente Komić, accompagnato dal card. Vinko Puljic, arcivescovo di Sarajevo, aveva parlato dell’impegno della Chiesa nei campi dell’educazione, della carità, della solidarietà e nel dialogo interetnico e interreligioso. (segue)