L’Europarlamento chiede di introdurre il marchio "made in" su numerosi prodotti provenienti da oltre i confini comunitari "nell’interesse dei consumatori, dell’industria e della competitività nell’Unione europea". Una dichiarazione in tal senso ha infatti raccolto a Strasburgo, dove oggi si chiude la sessione plenaria dell’Assemblea, la maggioranza delle firme dei suoi componenti, e può così diventare posizione ufficiale del Parlamento. Con tale dichiarazione, i deputati invitano "gli Stati membri ad adottare senza indugio la proposta di regolamento volta a introdurre l’indicazione obbligatoria del paese di origine di alcuni prodotti importati da paesi terzi nell’Ue". L’intento è quello di accordare "la massima importanza alla trasparenza per i consumatori" e in tale direzione è essenziale informare i cittadini sulla provenienza di un determinato prodotto di consumo. Ciò anche per contrastare il proliferare di "indicazioni fuorvianti e fraudolente dell’origine delle merci" presenti sui mercati dell’Unione, "compromettendo potenzialmente la sicurezza" delle persone. Nel presentare la dichiarazione è stato più volte ribadito a Strasburgo che iniziative simili sono già in atto nei principali partner commerciali dell’Europa comunitaria, a partire da Stati Uniti e Giappone.