"Candele per illuminare il buio di Gaza". E’ quanto si propongono Najwa Sheikh Ahmed e suo marito Taher residenti nel campo profughi di Nussairat, nella parte centrale di Gaza, per ovviare al problema della mancanza di energia elettrica nella Striscia che ha fatto aumentare il bisogno di candele. A causa dell’enorme richiesta i costi di queste sono saliti e pochi possono permettersele. Da qui il progetto di Najwa e Taher, riferito dall’Irin, l’agenzia Onu per gli affari umanitari: chiedere ai loro amici che vivono fuori Gaza di comprare delle candele e portarle all’interno della Striscia. L’idea è stata resa possibile grazie anche all’Ufficio delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi che l’ha messa in contatto con operatori internazionali umanitari gli unici che possono entrare ed uscire dalla Striscia senza nessun problema. Una volta avute le candele queste vengono donate ai più bisognosi del campo. Il progetto, nelle intenzioni della coppia palestinese, serve anche a mantenere i contatti con l’esterno e a far conoscere le condizioni in cui versa la popolazione di Gaza vessata dalle sanzioni internazionali. Dopo l’attacco della aviazione israeliana alla centrale elettrica di Gaza lo scorso anno gli abitanti della Striscia non hanno un’erogazione di energia elettrica costante.