"Fede, fortezza, coraggio generoso e ardente carità". Queste, per Bertone, le caratteristiche salienti dei martiri, che "non sono stati proposti alla venerazione del Popolo di Dio per le loro implicazioni politiche, né per lottare contro chicchessia, ma per offrire le loro esistenze come testimonianza di amore a Cristo e con la piena consapevolezza di sentirsi membra della Chiesa". "La loro morte le parole del segretario di Stato vaticano – costituisce per tutti un importante stimolo che ci spinge a superare divisioni, a ridar vita al nostro impegno ecclesiale e sociale, cercando sempre il bene comune, la concordia e la pace". "I martiri – ha proseguito il cardinale non sono semplici eroi o personaggi di un’epoca lontana", ma testimoni che "ci spingono a configurare noi stessi sempre più pienamente a Cristo, perché possiamo offrire nell’odierna società una coerente testimonianza del nostro amore e del nostro impegno per Dio e per i fratelli". Di qui la necessità di "non lasciarci vincere, nel momento presente, dallo scoraggiamento e dalla confusione e ad evitare l’inerzia e lo sterile lamento", a partire dalla consapevolezza che "il servizio più prezioso che possiamo rendere oggi ai nostri fratelli è aiutarli ad incontrare Cristo, l’unico che possa soddisfare le più nobili aspirazioni dell’uomo".