"La contemporanea iscrizione nell’albo dei Beati di un così gran numero di Martiri dimostra che la suprema testimonianza del sangue non è un’eccezione riservata soltanto ad alcuni individui, ma un’eventualità realistica per l’intero Popolo cristiano. Si tratta, infatti, di uomini e donne diversi per età, vocazione e condizione sociale, che hanno pagato con la vita la loro fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa". Con queste parole BenedettoXVI ha ricordato ieri mattina, prima della preghiera dell’Angelus, i 498 martiri uccisi in Spagna negli anni Trenta del secolo scorso e proclamati beati nella celebrazione presieduta poco prima in piazza san Pietro dal card. José Saraiva Martins. Dopo la preghiera dell’Angelus, rivolgendosi ai pellegrini di lingua spagnola, il papa ha aggiunto che i nuovi Beati, "con la loro testimonianza illuminano il nostro cammino spirituale verso la santità e ci incoraggiano a fare delle nostre vite un’offerta di amore a Dio e ai fratelli. Allo stesso tempo con le loro parole e gesti di perdono nei confronti dei loro persecutori ci stimolano a lavorare infaticabilmente per la misericordia, la riconciliazione e la convivenza pacifica". (segue)