Il 98% dei morti provocati dalle cluster bombs (le "bombe a grappolo") sono vittime civili, in maggioranza bambini, e le centinaie di frammenti diffusi su ampie zone del territorio continuano a provocare morti, feriti e distruzione per oltre 50 anni. "Il loro uso è illegale, è il momento di chiedere ai governi, compresa l’Italia, di assumersi la responsabilità di questa follia": a lanciare l’appello oggi a Roma è stato Rae McGrath, portavoce dell’Handicap International network, militare professionista per 17 anni e da 22 anni impegnato nella bonifica umanitaria. La Campagna italiana contro le mine lo ha invitato per sostenere il progetto di legge 1824, che, a dieci anni di distanza dalla legge di messa al bando delle mine antipersona, ne chiede alcune modifiche per lo stoccaccio delle cluster bombs. Su questo tema si è pronunciato, pochi giorni fa (il 25 ottobre), anche il Parlamento europeo, con una risoluzione per appoggiare il cosiddetto "Processo di Oslo" avviato nel febbraio 2007. "Le società civili devono fare in modo che le forze militari obbediscano alle leggi internazionali ha raccontato McGrath . Altrimenti i nostri militari rischiano di diventare dei criminali di guerra". McGrath ha documentato i drammatici effetti delle cluster bombs citando i dati di un recente rapporto Onu sul conflitto nel Sud del Libano. (segue)