Oltre alla "povertà materiale", si sta oggi imponendo "una povertà di natura spirituale-culturale non meno dannosa di quella socio-economica". E’ uno dei dati emersi dal IV Rapporto sulle povertà in Umbria, presentato oggi a Terni dall’Agenzia umbra ricerche (Aur) e dall’Osservatorio regionale sulle povertà promosso dalla Conferenza episcopale umbra (Ceu) e dalla Regione Umbria (testo integrale disponibile da domani su www.chiesainumbria.it/Caritas). "Uno strumento di estremo interesse per monitorare e tenere sotto controllo il disagio sociale": così mons. Chiaretti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Ceu, definisce nella premessa il Rapporto, sottolineando il coinvolgimento anche della Caritas. Tra le nuove forme di povertà, il presule cita quella "povertà di natura etica e relazionale che aggredisce ragazzi e adolescenti" e che va sotto il nome di "bullismo". "Una povertà osserva Chiaretti – che è solitudine vuota di contenuti e riempita di surrogati effimeri e dannosi". Il risultato è una "crisi educativa" che "tocca molte famiglie spesso disgregate", e per vincere la quale occorre combattere l’"analfabetismo affettivo"; vero e proprio "male oscuro" che "si va diffondendo a vista d’occhio". Altra forma di povertà "parallela" è "la crisi di valori, di lavoro, di futuro che aggredisce soprattutto i giovani, e toglie loro la speranza" (segue).