"La condivisione non può essere altro che un dialogo di pura testimonianza". È "per evitare gravi malintesi e dolorose delusioni", che a Mazara del Vallo – la città siciliana con il più alto numero di tunisini stabilmente residenti – mons. Maroun Lahham propone a cristiani e musulmani di "stabilire una certa intesa preliminare sul significato della condivisione: è necessario sapere perché si intraprende il dialogo, che cosa ci si aspetta, quali sono gli scopi che ci si prefigge, quali sono le sue possibilità ma anche i suoi limiti, quali sono le soluzioni in caso di vicoli ciechi o di fallimenti. Un accordo su tutti questi aspetti è lungi dall’essere scontato, mentre il dialogo-condivisione ha il dovere di rispettare le differenze irriducibili fra religioni. Bisogna rinunciare al proselitismo e insistere sul dovere dell’apostolato inteso come testimonianza". Altri terreni di condivisione proposti dal vescovo di Tunisi sono "la preghiera, la fede vissuta nella vita concreta e l’impegno per la giustizia".