L’otto per mille aumenta, ma diminuisce la spesa per il clero: è una delle argomentazioni di fondo dell’articolo. "È vero osserva Mascarino i fondi dell’otto per mille sono cresciuti in questi anni come valore assoluto, ma in proporzione la percentuale di incidenza diminuisce". Attraverso i fondi del’otto per mille, "i sacerdoti sono sostenuti per il bene del Paese: tutti i 39mila preti presenti in Italia ritornano ai cittadini attraverso la presenza capillare del clero sul nostro territorio". Così come, grazie sempre all’otto per mille, "tornano al Paese risorse sotto forma di carità, ma anche di interventi di culto e pastorale, con i beni culturali restaurati…". C’è poi la questione del rapporto con le altre confessioni religiose, nel caso dell’articolo citato, con i valdesi. A questo proposito, Mascarino afferma: "Occorre che decidano se considerare la ripartizione degli astenuti un bene o un male. Se l’hanno scelta, devono accettare anche il meccanismo che la regola". Quanto al fatto che i valdesi non destinano le risorse dell’otto per mille ai pastori, Mascarino spiega: "Nell’intesa stipulata con lo Stato italiano, lo Stato non ha dato loro questa possibilità perché non avevano la congrua (poi sostituita con l’otto per mille), a differenza della Chiesa cattolica". Non sono solo i valdesi che "si sostengono da soli", conclude Mascarino: "I 39mila preti italiani sono finanziati per il 50% dai fondi dell’otto per mille, ma per l’altro 50% la Chiesa si autofinanzia".