Il 5 per mille dell’Irpef per le organizzazioni non profit "si è dimostrato una bella intuizione, e ha convinto i contribuenti". Edoardo Patriarca, consigliere dell’Agenzia per le Onlus, mostra di apprezzare la misura fiscale introdotta nel 2006, parlando al Sir a margine della seconda conferenza nazionale della donazione, in corso a Roma per iniziativa dell’Istituto italiano donazione sul tema "Comunicare la trasparenza. Oggi si può". "Attualmente – sottolinea non si può neppure immaginare uno sviluppo senza il non profit", e il fatto che oltre 16 milioni di contribuenti abbiano scelto la destinazione del loro 5 per mille "è un segno di grande maturità e consapevolezza di un popolo ancora attento alla solidarietà". Piuttosto, tre sono i punti vulnerabili della misura, sui quali occorre intervenire. In primo luogo, spiega Patriarca, "bisogna legarlo maggiormente al territorio, perché finora ha premiato le grandi organizzazioni, ma non raggiunge tante piccole realtà che a livello locale fanno opere egregie". Poi, serve una rendicontazione, perché "c’è il rischio che queste risorse vadano a sostenere la struttura, piuttosto che i progetti", e, terzo ma più importante, "semplificare le procedure e ridurre i tempi di erogazione", considerato che ad oggi queste somme non hanno ancora raggiunto i destinatari.