"Non volete rassegnarvi alla decadenza spirituale e civile della nostra città" e "non volete lasciarla ai vostri figli meno grande di come l’avete ricevuta". È il messaggio che l’arcivescovo di Bologna, card. Carlo Caffarra, ha tratto, oggi pomeriggio, osservando la basilica di San Petronio gremita di fedeli in occasione della messa solenne per la festa del patrono della città, che ha segnato anche l’apertura delle celebrazioni finali del Congresso eucaristico diocesano. "Petronio ha ricordato nell’omelia viene da sempre raffigurato tenendo nella sua mano la nostra città. Egli ne è stato il costruttore poiché l’ha edificata in Cristo". E la memoria del patrono "è memoria delle nostre origini, per avere il coraggio e la forza di progettare il futuro". Un futuro che nasce però da un presente carico di ombre per Bologna. "Quante volte, nella sua ormai più che millenaria storia, ha dovuto rinnovarsi per non morire, e in un certo senso risorgere per non congedarsi dalla storia", ha ribadito l’arcivescovo, sottolineando che il tempo presente "è uno di questi momenti". Proprio nei giorni scorsi, ricordando l’omelia dello scorso anno, nella quale parlò di "città disgregata", il porporato aveva riconosciuto come in questi 12 mesi Bologna si sia "ulteriormente disgregata", divenendo "più fragile". (segue)