GLOBALIZZAZIONE E RELIGIONE: "PERCHÉ DOBBIAMO VERGOGNARCI DELLE RADICI CRISTIANE?"

"Perché dobbiamo vergognarci di riconoscere le nostre radici cristiane?". A porsi la domanda, parafrasando il pensiero di un europeista convinto – Jacques Delors, per dieci anni presidente della Commissione europea (1985-1995) – è stato Henri Ménudier, docente di scienze politiche all’Università Sorbonne Nouvelle di Parigi, intervenuto oggi al convegno su "Globalizzazione e religione", in corso alla Pontificia Università Gregoriana. Secondo il relatore, quella citata è "la domanda fondamentale, su cui non si è presa la decisione giusta", come dimostra il "deplorevole" mancato riferimento alle "radici cristiane" nel primo progetto di trattato costituzionale europeo, poi naufragato per il "no" di Francia e Olanda. "In Francia, in base al principio di laicità – ha spiegato il relatore – non ci si può riferire alla religione nelle dichiarazioni dell’Unione europea": di qui il "ruolo contraddittorio della Francia nella costruzione europea", fatto di "proposte positive" ma anche di "rifiuti" come quello del Trattato. Altro tema scottante, quello dell’immigrazione: Ménudier ha citato una recente dichiarazione della Chiesa cattolica francese, in cui si denunciavano le misure "sempre più restrittive" del governo in materia, esortando invece a non fare distinzioni "tra immigrati buoni e cattivi, legali e illegali, clandestini o non clandestini".