"Noi italiani nel mondo ha detto Locatelli – stiamo lavorando da almeno 150 anni sull’integrazione e constatiamo che questo processo non è mai finito, perché si è sempre un po’ stranieri dappertutto, portiamo in ognuno di noi quella diversità che necessita di mediazione e di aggiustamento. Sappiamo che la mobilità umana è quella risorsa che impedisce di essere chiusi e arroganti". Per Franco Pittau e Delfina Licata, redattori del Rapporto, la rete degli emigrati "può essere una grande opportunità ma va inquadrata e valorizzata come tale". Per questo, occorrono "nuove sintesi e nuove energie". Per Licata e Pittau, si può considerare l’emigrazione "una sorta di commento della nostra recente storia". Tra gli aspetti più significativi i due redattori citano il sottosviluppo che caratterizzava "l’incipiente cammino dell’Italia unita, quando si emigrava anche dalle Regioni settentrionali e nel Meridione era difficile sfuggire all’alternativa emigranti o briganti e sopravvivere alla povertà".