"Come cristiani abbiamo molto da offrire per contribuire alla costruzione della casa comune europea. Senza la Chiesa all’Europa mancherebbe il cuore". Il card. Péter Erdö, arcivescovo di Budapest e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), ha riassunto con queste parole il significato e l’obiettivo dell’assemblea plenaria del Ccee che si aprirà oggi pomeriggio a Fatima (fino al 7 ottobre). Nell’incontro di questa mattina, a Lisbona, con i giornalisti il card. Erdö ha anche ricordato che "le radici cristiani dell’Europa non sono disgiunte dall’identità europea e quindi dalla testimonianza di un cristianesimo vivo e visibile". E l’ambito primo di questa testimonianza, ha aggiunto il presidente del Ccee, "é il matrimonio che i giovani avvertono come uno dei più grandi valori, lo desiderano e lo pongono a fondamento della famiglia". Ed é proprio il matrimonio il tema monografico dell’assemblea dei vescovi europei declinato nei suoi aspetti giuridici, pastorali ed ecumenici. Non di famiglia ha invece parlato José Sócrates Carvalho Pinto de Sousa, primo ministro portoghese, incontrando i vescovi europei. Ecumenismo, dialogo interreligioso e nuovo rapporto con l’Africa sono stati al centro del suo intervento nel corso del quale ha ricordato che le religioni "devono creare prossimità e non divisione" e "compito di tutti é rendere più vicine le civiltà".” ” ” “