"Molti di voi – si legge ancora nella lettera dei vescovi del Triveneto agli insegnanti di religione – sono stati assunti nei ruoli organici della scuola e lo Stato italiano ha in questo modo riconosciuto alla cattedra dell’insegnamento della religione cattolica uno status di stabilità e dignità pari alle altre discipline". Un riconoscimento che "rinnova l’opportunità per tutti voi di inserirvi con sempre maggiore proficuità nei contesti scolastici nei quali operate, diventando anche punto di riferimento", e "costituisce inoltre l’occasione per riscoprire in termini ancor più approfonditi il significato della idoneità all’insegnamento della religione cattolica ottenuto dal vostro vescovo". Essa, secondo mons. Nosiglia, firmatario del documento, "è per la scuola, gli studenti e le famiglie, garanzia di onestà morale e di competenza". Di qui l’esortazione conclusiva "a ravvivare i legami tra scuola, famiglia e comunità cristiane per affrontare insieme una vera e propria emergenza dell’educazione".