Secondo tale documento, spiega Doldi, "saremmo alla presenza di un modo di pensare, che nasce da taluni dogmi religiosi e mette in discussione tutte le conoscenze che abbiamo pazientemente accumulato al riguardo della natura, dell’evoluzione, delle nostre origini". Di qui la preoccupazione dell’Apce affinché "non si introduca nella mente dei bambini una grave confusione tra il registro delle credenze" e "il piano della scienza’", e l’individuazione dei "nemici alla teoria dell’evoluzione" nei cristiani e nei musulmani. "Eppure replica il teologo – se l’uomo si guarda attorno, scopre che l’universo è strutturato in maniera intelligente, parla alla sua mente in modo chiaro ed inequivocabile. Due ragioni si trovano a confronto: quella soggettiva dell’uomo e quella oggettiva della natura". "Diventa allora inevitabile prosegue, facendo sue parole pronunciate da Benedetto XVI, – chiedersi se non debba esservi un’unica intelligenza originaria, che sia la comune fonte dell’una e dell’altra" ragione, ossia "il Logos creatore". "Sì, dunque, alla evoluzione conclude -, ma nella creazione!".