"O Signore, resta in mezzo a noi. Continua a dimorare nel cuore di questa città e di questo popolo perché risorga nella speranza, non si disperda nella disgregazione, non tradisca niente di ciò che nei secoli l’ha reso grande in umanità". Con questa invocazione, al termine dell’omelia, l’arcivescovo di Bologna, card. Carlo Caffarra, ha chiuso ieri pomeriggio nel capoluogo emiliano il Congresso eucaristico diocesano. Gremita di fedeli piazza Maggiore, che ha ospitato la messa finale, concelebrata dai sacerdoti della diocesi e dai vescovi di origine bolognese: Ernesto Vecchi (vescovo ausiliare di Bologna), Elio Tinti (vescovo di Carpi), Vincenzo Zarri (emerito di Forlì-Bertinoro), Luigi Bettazzi (emerito di Ivrea). L’arcivescovo ha fatto riferimento ancora una volta al tema della "disgregazione" che la città sta vivendo, spiegando le ragioni che hanno portato a celebrare l’eucaristia in piazza. "Il fatto ha precisato che stiamo celebrando il grande mistero dell’Amore non dentro ai templi, ma pubblicamente, nella piazza centrale della nostra città" significa che "ciò che celebriamo costituisce l’unica vera svolta accaduta nel tormentato cammino dell’umanità" ed è "l’unico avvenimento" che può rendere Bologna "ciò che essa ha sempre desiderato di essere: una città a misura d’uomo". (segue)