DIOCESI: MONS. CROCIATA (NOTO), IL CARCERE È "PARTE INTEGRANTE DELLA NOSTRA COMUNITÀ"

"Ogni detenuto pensa con rimpianto o con rimorso ai giorni in cui era libero e subisce con pesantezza un tempo presente che non sembra passare mai. All’umana esigenza di raggiungere un equilibrio interiore anche in questa situazione difficile può recare un aiuto determinante una forte esperienza di fede". Lo ha detto, ieri, nella casa di reclusione di Noto, mons. Mariano Crociata, vescovo di Noto, nel suo primo impegno all’indomani della sua ordinazione episcopale e dell’ingresso in diocesi. "La realtà della casa di reclusione è parte integrante della comunità dei fedeli di Noto", ha aggiunto il presule, durante la celebrazione eucaristica, al termine della quale mons. Crociata ha regalato a ciascun detenuto un piccolo crocifisso che la comunità carceraria ha ricambiato con un crocifisso di legno lavorato a mano. Poi ha visitato la cella numero 45 ora cappella dedicata a santa Maria Goretti, perché lì si pentì il suo assassino Alessandro Serenelli. Dopo aver lasciato la casa di reclusione, mons. Crociata si è recato presso gli ospedali di Noto e di Avola. Agli ammalati ha augurato di riprendere presto la pienezza della salute e delle energie, mentre a medici e al personale para-medico e sanitario ha sottolineato l’importanza del servizio che svolgono incoraggiandoli "a proseguire nell’impegno a sostegno di chi soffre".