” “"Simpatizzare con una concezione dei valori della vita quale quella mafiosa è contrario al Vangelo e al bene della società e dell’uomo, perché l’appartenenza o la vicinanza ai clan non sono un titolo di vanto o di forza, bensì di disonore e debolezza". Da qui l’esortazione dei vescovi calabresi a "compiere ogni sforzo per rinunciare ad atteggiamenti che possano alimentare il fenomeno mafioso", "non solo mediante la condanna di tutte le forme di violenza, ma anche avendo sempre presente che la risoluzione dei problemi personali non va affidata al padrino di turno, ma a chi è a ciò preposto dall’autorità dello Stato". È un passaggio della lettera scritta dalla Conferenza episcopale calabra (Cec) sul problema della mafia, dal titolo "Se non vi convertirete, perirete tutti allo stesso modo. Annunciare il Vangelo della vita nella nostra terra per un futuro di giustizia e di carità". Il documento, che verrà letto nelle parrocchie il prossimo 25 novembre, invita a "un’autentica conversione di vita spiega il presidente della Cec, mons. Vittorio Mondello per una coerente testimonianza cristiana che possa dare nuova speranza a questa amata ed oppressa Calabria". (segue)” “