LITURGIA: MONS. DI MOLFETTA, “IL BELLO È CONNATURALE AL SACRO”” “” ” ” “

“A partire dagli anni Trenta del secolo scorso, il nostro mondo è stato investito da radicali mutamenti culturali che hanno interessato l’arte, l’architettura, la musica, la letteratura, la filosofia, la teologia nell’espressione dei loro codici. La liturgia non è stata immune da questi mutamenti culturali, così che oggi si parla di ‘sfide culturali ad una liturgia autentica’”: lo ha detto mons. Felice Di Molfetta, vescovo di Cerignola e presidente della Commissione episcopale per la liturgia in occasione del convegno dei direttori degli Uffici liturgici diocesani in corso da ieri sera ad Assisi. Secondo il vescovo, “ciò chiama in causa la formazione liturgica dei fedeli e particolarmente dei giovani candidati al presbiterato, che devono essere formati al rigoroso senso della teologia liturgica”. Mons. Di Molfetta ha poi parlato dell’omelia, “la forma più diffusa e popolare della trasmissione domenicale del messaggio cristiano”. Secondo il vescovo “i presbiteri devono acquisire la capacità di riscaldare il cuore con l’annuncio della Bella Notizia”. Da ultimo ha esortato “a coltivare il bello nell’arte, nel gusto musicale, perché il ‘bello’ è connaturale al sacro, al rito, alla liturgia”.