AFRICA-EUROPA: CARD. BOZANIC (CCEE), "LA CHIESA DEVE AGIRE OGGI CONTRO LE MODERNE SCHIAVITÙ" (2)

(dall’inviata) –  Tra i popoli più "schiavisti" erano però i romani, che riducevano in schiavitù i prigionieri di guerra, con numeri che andavano dai 20.000 della prima Guerra punica ad un milione di uomini deportati dalle Gallie da Giulio Cesare. "Nell’isola di Delo, il più grande mercato di schiavi del mondo romano – ha ricordato il card. Bozanic – si vendevano ben 10.000 schiavi al giorno ed in percentuale gli schiavi erano il 30% della popolazione, se non il 70% in alcuni periodi". I romani impiegavano schiavi nelle miniere di rame, piombo, argento, ferro, oro, o nelle città per i lavori domestici, con punizioni pesanti per chi cercava di fuggire o rubare. Nell’antico Israele esistevano invece gli "schiavi stranieri" (prigionieri di guerra o acquistati) e gli schiavi israeliti che dovevano essere liberati dopo sei anni. Eppure l’Antico Testamento e’ tutto un messaggio di liberazione, soprattutto il libro del Levitico, con l’istituzione dell’anno giubilare "che permetteva a ciascuno di tornare nei suoi possedimenti originari e alla libertà". (segue)