"Accostare i testi biblici, soprattutto il Nuovo Testamento, è essenziale per il credente", perché "ignorare la Scrittura è ignorare Cristo". A ribadirlo è stato il Papa, che anche oggi come nell’udienza generale di mercoledì scorso è tornato a riflettere sulla figura di San Giorolamo, "dottore eminente nel’interpretazione delle Sacre Scritture". La Bibbia, per San Girolamo, è "stimolo e sorgente della vita cristiana per tutte le situazioni e per ogni persona", ha sottolineato il Papa, secondo il quale "leggere la Scrittura è conversare con Dio". Nella prospettiva cristiana, "lo studio e la meditazione della Scrittura rendono l’uomo saggio e sereno", ma " per penetrare sempre più profondamente la Parola di Dio è necessaria un’applicazione costante e progressiva". "Solo un profondo spirito di preghiera e l’aiuto dello Spirito Santo possono introdurci alla comprensione della Bibbia", ha ammonito il Santo Padre, puntualizzando come "per Girolamo un fondamentale criterio di metodo nell’interpretazione delle Scritture era la sintonia con il magistero della Chiesa. Per lui un’autentica interpretazione della Bibbia doveva essere sempre in armonica concordanza con la fede della Chiesa cattolica". "Ogni cristiano", dichiarava "senza mezzi termini" san Girolamo, "deve essere in comunione con la Cattedra di san Pietro".