(dall’inviata) – Due caratteristiche che, ad avviso del vescovo di Pavia, "hanno trovato nei mass media e nelle istituzioni educative solo un minimo contrasto e più spesso una complicità perniciosa, che le ha rese apprezzabili nelle piazza moderne". "Non sono ritenute infatti rilevanti osserva la necessità di stabilità della famiglia per continuità di riferimento nell’educazione dei figli, le condizioni economiche delle famiglie numerose, la presenza di servizi educativi adeguati". A questo, precisa, "va aggiunta l’aggravante che la stabilità degli affetti, la capacità di progetto e di fiducia nel futuro sono ostacolate anche dalla fatica vissuta dai giovani nel cercare di inserirsi nel mondo del lavoro, a trovare alloggi a prezzi sostenibili e ad essere aiutati ad accudire i loro figli durante l’orario di lavoro". In questa situazione, conclude, i cristiani "che talora non sbagliano meno degli altri, sono chiamati ad un cammino di rafforzamento dei propri convincimenti di fede e nella propria adesione alla visione della persona e della vita donata da Gesù’", come testimoniano, ad esempio, i tanti gruppi di famiglie cristiane che si uniscono per aiutarsi reciprocamente.