(dall’inviata) – In Europa "e’ stato messo in discussione il patto sociale da cui la famiglia traeva forza, a causa del prevalere di alcuni aspetti dell’economia e delle conseguenti scelte politiche": a parlare e’ mons. Giovanni Giudici, vescovo di Pavia, anticipando al Sir alcuni contenuti del suo intervento su "cultura della vita e famiglia" che esporrà nei prossimi giorni al seminario su "Schiavitù e nuove schiavitù" in corso fino al 18 novembre a Cape Coast, in Ghana, organizzato dal Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccce) e dal Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar (Secam). Aspetti dell’economia e scelte politiche come "la produttività e la nuova organizzazione del lavoro spiega mons. Giudici, che è anche membro della Commissione Cei per l’incontro con le Chiese -, comportano orari rigidi e limitanti, dispersione quotidiana dei membri della famiglia, ridotta dimensione degli alloggi, spostamento dei singoli e delle popolazioni per la ricerca del lavoro". In questa situazione alcuni aspetti "hanno condizionato anche il modo di pensare e di agire delle popolazioni europee": "l’accentuazione del valore dell’individuo e della realizzazione di se; l’enfatizzazione dell’aspetto emozionale della persona, considerata come sorgente di bisogni che non possono essere discussi ne’ differiti". (segue)