(dall’inviata) – "Tutti questi migranti sono diventati oggetti di commercializzazione dice mons. Landel -. I Paesi europei pagano perché siano rimandati a casa; dai trafficanti vengono trattati come delle cose e abbandonati in mare quando c’e’un pericolo, lasciando andare i battelli alla deriva; e noi europei siamo pronti ad accogliere solo ‘le braccia utili’ e i ‘cervelli utili’. Ma degli altri cosa accade?". Ad avviso del vescovo di Rabat esiste anche una migrazione dal Nord verso il Sud che costituisce una "sorta di schiavitù": "schiavitù dal denaro, dai benefici dati dalla delocalizzazione delle imprese, dalla fiscalità. Molti ad esempio vengono ad abitare in Marocco per pagare meno tasse". Tutto questo, afferma, "non può essere regolato Paese per Paese. Bisogna trovare una soluzione internazionale dettata da organismi come l’Onu, l’Unesco, l’Unicef, l’Organizzazione mondiale della sanità". "Ogni uomo ha diritto di andare a vivere e lavorare dove vuole precisa mons. Landel ma io metterei avanti a questo diritto quello di poter vivere dignitosamente nel proprio Paese". Di fronte a queste situazioni, conclude, "come Chiesa dobbiamo portare avanti la ‘pastorale del grido’".