Per "ri-socializzare il lavoro" restituendo ad esso "un significato condiviso" occorre "muoversi su diversi livelli". Lo ha detto questo pomeriggio il presidente delle Acli, Andrea Olivero, intervenendo al convegno nazionale in corso a Roma su "Il lavoro frammentato". Innanzitutto, ha affermato, bisogna "costruire una politica del lavoro life friendly, amica della vita", perché "il lavoro non può consumare le persone". Di qui, ha detto, "il nostro impegno per il rispetto del riposo e della festività domenicale". Per Olivero è inoltre necessario "recuperare la socialità del lavoro" ricostruendo "la solidarietà tra lavoratori e tra questi e il territorio". Infine "per ridare senso al lavoro occorre recuperarne la dimensione etica". "Abbiamo bisogno sempre di più di un’etica del lavoro orientata al bene comune", per conciliare "sviluppo economico e innovazione, crescita sociale e compatibilità ambientale". Il presidente Acli ha quindi rilanciato gli obiettivi della tutela e della formazione: "Occorre tutelare tutte le forme del lavoro, in particolare quelle atipiche ha concluso -, e c’è bisogno di formazione continua".