La risoluzione di oggi che dovrà essere ratificata da parte dell’Assemblea generale Onu è "un contributo decisivo per accelerare un processo che ha già visto dagli anni 90 oltre 50 Paesi rinunciare all’uso della pena di morte e il suo uso restringersi in molti altri Paesi". La Comunità di Sant’Egidio aggiunge Marazziti – ha lavorato "intensamente per questo risultato, da anni, assieme ad altri protagonisti storici della Campagna mondiale, raccolti o a fianco della Coalizione mondiale contro la pena di morte (Wcadp)". I cinque milioni di firme raccolti in 153 paesi da Sant’Egidio, la creazione di un fronte mondiale interreligioso e interculturale mondiale, resi evidenti dalla consegna avvenuta nelle mani del presidente dell’Assemblea Generale Srgjan Kerim il 2 novembre scorso ha spiegato Marazziti -, all’indomani della presentazione della Risoluzione da parte 37 paesi autori della stessa, hanno testimoniato il carattere universale" del testo della Risoluzione e "il cambiato sentire di gran parte del pianeta".